Come Comprare Online Senza Rischi

La possibilità di fare acquisti online è uno degli aspetti più comodi dell’ormai vastissima diffusione di internet nelle nostre vite: rapidità, possibilità di valutare le alternative senza spostarsi da casa, sconti e occasioni; tuttavia, può capitare di imbattersi in una truffa.

Come ci si può difendere? Non è necessario rinunciare a questo comodo strumento moderno; basta seguire alcune regole di sicurezza per evitare di cadere in un tranello. Se, infatti, per realizzare una truffa su internet basta registrare un sito internet con dati falsi e mettere in vendita beni o servizi inesistenti, è anche vero che la Polizia Postale è sempre al passo con i cybercriminali per contrastare tali fenomeni: basti pensare che nel solo 2014 sono stati sequestrati 2.352 spazi virtuali. E proprio dalle esperienze passate ha preso il via la campagna di prevenzione “Utente avvisato mezzo salvato”, che ha portato alla formulazione di una semplice guida per i consumatori alle prese con gli acquisti su internet.

La guida antitruffa. La guida messa a punto dalla Polizia Postale si articola in poche, semplici regole, che vi riassumiamo di seguito
Utilizzate software aggiornati, dal browser all’antivirus, disponibili anche gratuitamente.
Preferite siti certificati o ufficiali, che offrono maggiori garanzie in termini di sicurezza, assistenza e così via. Verificate la presenza di marchi quali Trust, Verified o VeriSign.
Controllate che il sito disponga di Partita Iva, indirizzo, numero di telefono e così via.
Leggete i commenti e i feedback degli altri clienti, sia sul sito stesso che su forum dedicati al settore.
Se utilizzate smartphone o tablet, utilizzate le app ufficiali dei negozi per completare gli acquisti.
Preferite pagamenti con carte ricaricabili o Paypal e diffidate dai venditori che vi chiedono dati riservati come PIN o password.
Diffidate da mail e sms che vi invitano a cliccare su un link: spesso l’indirizzo del mittente è molto simile all’originale, ma si rischia di finire su pagine web trappola attraverso cui i cybercriminali potrebbero infettare il pc o rubare informazioni personali o numeri di carte di credito.
Non sottovalutate alcuni dettagli come l’assicurazione degli acquisti, le modalità di transazione e consegna e così via.

Restano poi valide alcune regole di buon senso come: diffidare dalle offerte eccessivamente allettanti; evitare di effettuare acquisti utilizzando reti wifi pubbliche; diffidare dai siti che non compaiono sui motori di ricerca.

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Rating – Definizione e Significato

Una legge economica asserisce che un maggiore rischio deve essere ricompensato con una più elevata remunerazione.

A parità di rendimento infatti, l’investitore preferisce fare prestito al debitore economicamente più solido. Chi ha quindi
una situazione finanziaria meno florida, per ricevere i fondi di cui ha bisogno, deve promettere ai risparmiatori un interesse più elevato. La possibilità di un guadagno maggiore indurrà questi a sottrarre una parte delle proprie attività dagli
investimenti più sicuri e meno remunerativi per orientarli verso quelli più rischiosi e allettanti.

Il problema però è classificare ciascun prenditore di capitale in funzione della propria capacità di onorare gli impegni
assunti, di restituire cioè la somma ricevuta e di pagare gli interessi promessi. Tale valutazione è tutt’altro che semplice
e richiede approfondite analisi delle risultanze di bilancio, nonché l’elaborazione di ulteriori informazioni. Per questo
motivo, tale lavoro è svolto da società specializzate, le agenzie di rating. Esse danno a chiunque ne faccia richiesta, e
d’ufficio ai debitori più grandi e noti, ossia principalmente gli Stati e le organizzazioni internazionali, un voto, che rappresenta sinteticamente il grado, rating, di rischio connesso alla situazione finanziaria di ciascuno.

Non esiste un’unica scala di valori in base ai quali viene redatta la pagella dei migliori e dei peggiori, ma questa varia a
seconda delle agenzie. Le due più famose sono le americane Moody’s e Standard & Poor’s, le quali prevedono diverse
gradazioni di rischio, ciascuna denominata in maniera differente, con uniche eccezioni la votazione massima (AAA, debitore eccellente) e minima (C, debitore con profilo di rischio elevatissimo), identicamente denotate. “C” non indica tuttavia rischiosità massima, ma soltanto la più elevata fra quelle classificabili: vi sono società così rischiose da non meritare nemmeno il rating più basso.
Il rating di norma viene richiesto dallo stesso prenditore, che ne sopporta anche le spese, per spuntare un interesse minore. Il mercato infatti attribuisce a questi voti notevole importanza e premia chi riesce a ottenere almeno un “piazzamento”.

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Come Girare una Cambiale

In questa guida spieghiamo come girare una cambiale.

Le girate
-Servono per trasferire il diritto di ricevere il pagamento della cambiale dal beneficiario ad un altro soggetto
-Vengono scritte sul retro della cambiale
-Non è previsto un numero massimo di girate
-Possono essere in pieno o in bianco.

Per girare una cambiale in pieno è necessario che il beneficiario scriva sul retro della cambiale
-la data in cui effettua la girata
-la dicitura “e per me pagate il sig ….” per indicare il nome del nuovo beneficiario
-la propria firma.

Per girare una cambiale in bianco è sufficiente che il beneficiario apponga la propria firma senza indicare il nome del nuovo beneficiario.
In questo caso il semplice possesso della cambiale ne permette la riscossione.

La girata per l’incasso è una girata impropria in quanto non serve per trasmettere il diritto di ricevere il pagamento della cambiale ad altri ma semplicemente per incassarla
Viene apposta sul retro della cambiale scrivendo la data e la dicitura “per l’incasso” nonché la firma del beneficiario della cambiale o dell’ultimo giratario
Girando la cambiale per l’incasso è possibile incassare la cambiale presso la propria banca senza essere obbligati a recarsi necessariamente nella banca presso la quale la cambiale è domiciliata: in pratica sarà la nostra banca ad incassare per noi la cambiale presso quest’ultima consegnandoci poi il denaro.

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Raider – Significato in Finanza

Raider, che la pronuncia corretta vuole si legga reider, è chi compie raid societari. Raider è la
dizione americana; in Gran Bretagna, per quanto possa apparire paradossale, prende nome di cow-boy. Il Far West, evidentemente, quando si tratta di mercati finanziari non è solamente in California, ma anche nella City, il distretto economico di Londra.

In italiano il raider viene definito scalatore, con palesi rinvii al carattere ascensionale della sua attività. Egli infatti, rastrellando sul mercato azioni di società sane quotate a buon prezzo, sale rapidamente le erte che conducono alla vetta
societaria, conquistando la maggioranza assoluta in assemblea. Una volta impiantato sulla cima il proprio stendardo,
chiede la convocazione dell’assemblea societaria e detta le sue volontà.
Passa quindi all’azione: ridisegna da cima a fondo l’organigramma sociale, separando il grano dal loglio; liquida separatamente i rami d’azienda più proficui, i cosiddetti gioielli di famiglia, traendo pingui profitti; e infine si disfa di quanto
resta vendendo al primo acquirente le azioni che gli sono rimaste in tasca.

Il raider quindi è una figura, per la società vittima, dalle connotazioni spiccatamente negative. Non a caso, il suo campo
d’attività sono i cosiddetti hostile takeover, le . Che diventano contested (oppure defended o anche opposed), cioè , se il consiglio d’amministrazione della società preda reagisce intraprendendo azioni di difesa.

Cosa fa il raider quando individualmente non ha forza bastante, quando cioè non ha proprie risorse finanziarie sufficienti per portare a termine con successo un hostile takeover? Sostanzialmente si trova di fronte un’alternativa – visto che la
terza via, la rinuncia, non fa parte del suo patrimonio genetico: prendere soldi a prestito, e in tal caso lanciare una leveraged bid, un’Opa che fa perno sulla “leva” dei capitali messi a disposizione da terzi – raccolti magari con l’emissione di
junk bonds, obbligazioni spazzatura, ad alto rendimento e rischio ancora più alto; in alternativa, può accontentarsi di
spartire il bottino con altri e costituire il cosiddetto concert party, formare cioè quella che in italiano, rimanendo sempre
valida la metafora alpinistica, viene definita .

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Come Richiedere Prestiti Senza Busta Paga Senza Rischi

L’attuale situazione economica del nostro Paese e la mancanza di lavoro spingono molte persone a chiedere un prestito senza busta paga: ecco cosa bisogna sapere!
Sempre più spesso gli Istituti Bancari si trovano a fronteggiare proposte di accesso al credito da parte di studenti, casalinghe, pensionati, lavoratori autonomi, neo imprenditori, lavoratori irregolari e lavoratori la cui busta paga è già “impegnata”. Ma se in passato gli intermediari finanziari erano restii a concedere un prestito a queste categorie di persone, oggigiorno le Banche tendono a volere ampliare il proprio numero di clienti e, quindi, a dare la possibilità di accedere a prestiti personali anche a persone senza busta paga.

Di seguito analizziamo nel dettaglio questo fenomeno

il prestito personale
Il prestito personale è il finanziamento che un intermediario finanziario (società finanziaria o banca) concede ad un privato. Alla base di un prestito personale vi è il capitale richiesto, il cd. TAN (tasso annuo nominale d’interesse) ed il cd. TAEG (tasso annuo effettivo globale) applicati, il calcolo del piano di ammortamento e la rata.

le garanzie
L’intermediario finanziario tende, da una parte, a diversificare il più possibile le proposte di prestiti personali al fine di accaparrarsi il maggior numero di clienti e, dall’altra parte, a tutelarsi chiedendo delle garanzia come, ad esempio, la presentazione della busta paga o del cud del soggetto che chiede il prestito o di un eventuale garante.

il prestito senza busta paga
L’elasticità del mercato del lavoro e l’aumento dei contratti di lavoro a scadenza ha generato la crescita delle richieste di prestiti senza busta paga, ossia dei soggetti che hanno una retribuzione od un’entrata fissa che, però, non sono in grado di attestare e documentare mediante la presentazione della busta paga o del cud.
Pertanto, gli intermediari finanziari hanno fronteggiato tali domande chiedendo altre garanzie (ad esempio, un immobile di proprietà, una fideiussione, la cambiale, l’ipoteca su immobili, il pegno su mobili, l’entrata derivante dalla riscossione del canone di locazione, dal rendimento annuo di un capitale investito, dall’assegno di mantenimento corrisposto dall’ex coniuge, etc.) oppure rinunciandovi ma limitando il più possibile la somma prestata (ad esempio, nel caso degli studenti che intendono accedere al credito).
Concesso il prestito senza busta paga, il beneficiario dovrà provvedere alla restituzione della somma concessa con rate mensili di importo pressoché identico.

le tipologie di prestito senza busta paga
Le quattro tipologie di prestito personale senza busta paga sono:
– prestito alle casalinghe: solitamente viene concesso in tempi molto brevi (anche 24 ore) e gli importi erogabili sono contenuti (di solito fino ad un importo massimo di 2.000 €); inoltre può consistere in un prestito senza garante oppure con garante (in quest’ultimo caso l’istituto eroga la somma se vi è la copertura di un terzo soggetto)
– prestito senza garanzie: è concesso a colui che non può offrire alcuna garanzia e per i quali vengono erogati piccoli importi di denaro ad un tasso di interesse solitamente molto alto e che spesso sfiorano i limiti di legge imposti dalla Banca d’Italia. Proprio per questo motivo, questo tipo di prestito dovrebbe essere richiesto come ultima ed estrema soluzione per accedere al credito.
– prestito senza reddito: permette di ricevere un capitale per sostenere delle spese senza esibire particolari garanzie e in modo particolare avere un reddito. Questa tipologia di prestito differisce da quello senza busta paga in quanto con il primo viene erogato il capitale in denaro anche ai soggetti che non hanno reddito o un’entrata dimostrabile, mentre con il secondo vengono prestate somme denaro a soggetti che hanno una retribuzione od un’entrata fissa che, però, non può essere documentalmente certificata. Viene concesso previa garanzia da parte di un terzo od ipoteca su un immobile ed ha lo svantaggio dell’elevato tasso di interesse (di solito pari al 14%);
– prestiti a disoccupati e giovani: è indirizzato a giovani ed ai disoccupati che possono accedere al credito senza busta paga o speciali garanzie nel caso in cui la richiesta sia legata a motivi di studio. Di solito, il piano di rimborso è molto flessibile poiché si usufruisce del capitale e dopo aver terminato gli studi il richiedente ha un anno di tempo per scegliere se rimborsare la somma avuta in prestito in un’unica soluzione o mediante il finanziamento.

i cattivi pagatori
I prestiti senza busta paga costituiscono un’opportunità anche per i cattivi pagatori, che non hanno pagato due o più rate di un prestito precedente e per questo motivo sono considerati inaffidabili dalle banche per poterne ricevere altri.

i nostri consigli
Le proposte di concessione di prestiti personali senza busta paga (anche on line) sono sempre più numerose. Pertanto, prima della stipula del contratto di finanziamento, si consiglia di porre estrema attenzione a tutte le clausole contrattuali ed, in particolare, a quelle relative ai tassi applicati: infatti, è fondamentale comprendere se è stabilita l’applicabilità di un tasso fisso oppure un tasso variabile (solitamente applicabile nei prestiti senza busta paga) e verificarne la legittimità o meno sulla base delle tabelle della Banca d’Italia

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