Il Nuovo Risparmio degli Italiani

Da Bot people a investitori sempre più consapevoli e attenti al modo di investire e alle opportunità di investimento. Complice anche la rivoluzione tecnologica, negli ultimi 30 anni la figura dell’investitore si è profondamente trasformata. Negli anni 80, la maggioranza dei risparmiatori si affidava, infatti, ai titoli di Stato, che garantivano allora rendimenti a due cifre.

Con il passare degli anni, e lo sviluppo dei fondi comuni di diritto italiano (la cui nascita risale al 1984), sempre più risparmiatori hanno iniziato invece ad avvicinarsi ad altre forme di investimento, modificando la propria propensione al rischio. Nel frattempo, il risparmio gestito ha continuato a crescere, arrivando a sfiorare nel 2014 quasi 1.600 miliardi di euro di masse gestite, e acquisendo un ruolo sempre più importante nella cultura finanziaria degli italiani.

Nel corso dell’ultimo trentennio, quindi, si è espansa molto la conoscenza del risparmiatore, alla ricerca di strumenti capaci di rispondere al meglio alle sue necessità che guardano sempre di più al futuro. Dai titoli di Stato, alle obbligazioni societarie, fino alle azioni e agli etf, passando per i fondi comuni di investimento e per i fondi pensione: sono questi solo alcuni degli strumenti finanziari che vengono utilizzati all’interno di un processo di diversificazione del portafoglio e tutela del patrimonio. Ma se sono nate nuove esigenze di risparmio e di investimento ed è cambiato il volto del risparmiatore/investitore italiano, nella stessa misura si è modificata anche la figura dei professionisti, sempre più preparati per supportare al meglio i clienti nella realizzazione degli obiettivi di medio-lungo termine.

La componente relazionale continua a ricoprire un ruolo importante: mischiando assieme conoscenza e tecnologia, i professionisti possono interpretare al meglio le esigente degli utenti, e fornire soluzioni su misura, capaci di soddisfare i singoli bisogni.

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