Cosa Sapere per non Sbagliare gli Investimenti

Ogni forma di investimento si può, e si deve, valutare sulla base di alcuni principi: sicurezza, liquidabilità, tempo, redditività, protezione dall’inflazione, diversificazione e rischio. Ogni investitore è interessato ad avere il miglior risultato per ognuno di questi criteri.

Qual’ è l’investimento ideale?
Ecco il misto perfetto, alti interessi e crescita del capitale, sicurezza nel rimborso, certezza di liquidabilità dell’investimento in qualsiasi momento e copertura dall’inflazione. Rassegnamoci a vederlo come una chimera perché un unico prodotto difficilmente potrà soddisfare tutti questi criteri in misura ottimale e quindi per il nostro bene facciamoci subito delle domande che ci portano a privilegiare alcuni criteri invece che altri.

Sicurezza.
La sicurezza di un investimento è legata ai rischi ai quali lo stesso investimento è soggetto. Oggi più che mai, questo è un valore fondamentale. Alcune obbligazioni, per esempio, considerate fino a ieri così sicure, oggi non lo sono necessariamente più. Le performance sono sicuramente un valore ma, prima di tutto, è necessario investire in strumenti che diano la ragionevole certezza di rivedere i propri soldi. Facciamoci sempre questa domanda: capitale garantito? Da chi?

Liquidabilità.
Ha a che fare con la velocità con la quale un capitale, investito in un determinato prodotto, può essere disinvestito. Al giorno d’oggi, è il secondo valore più importante. I rendimenti non valgono nulla se non si possono avere indietro i propri soldi oppure se bisogna aspettare anni per rivederli.

Il Tempo.
Esistono forme di investimento che danno i risultati migliori nel breve periodo, mentre altre si esprimono meglio nel lungo. Chi si avvicina ai fondi azionari dovrebbe scegliere di mantenere l’investimento per un periodo abbastanza lungo (sette-dieci anni), perché statisticamente i rendimenti migliori si ottengono rispettando quest’orizzonte temporale, anche se molto dipende poi dalla tempistica dell’investimento.

Redditività.
Di cosa si tratta? E’ la differenza che si può creare fra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita di un titolo. Tali rendimenti possono essere pagati regolarmente, a determinate scadenze, o accantonati e liquidati in un’unica soluzione.

Protezione dall’inflazione.
Il raffronto di un rendimento con il tasso di inflazione è sempre importante per stabilire il rendimento reale. Sappiamo che l’inflazione erode il reddito e il capitale e si concretizza in una perdita di potere di acquisto del valore del denaro nel corso del tempo. Quando ci si pone un obiettivo di investimento, è meglio fare i conti anche con l’inflazione che, di norma, non è facilmente determinabile a priori.

Diversificazione.
Se si compra un solo titolo e questo va male, tutto il portafoglio andrà male. Se si comprano dieci titoli si avranno conseguenze negative minori perché il rendimento complessivo non dipenderà da un unico titolo, ma dalla somma del rendimento dei titoli che, normalmente, non si muovono in modo esattamente uguale. La diversificazione ha due regole: non investire in attività troppo simili che abbiano un’alta correlazione e diversificare nel tempo. Se si ha la possibilità di spingersi nel lungo periodo, si ridurrà di molto il rischio dell’investimento azionario mentre, se l’orizzonte è breve, questo tipo di investimento risulterà più rischioso.

Rischio.
Risulta essere determinato dalla volatilità, cioè dalla variabilità del prezzo di una determinata attività finanziaria.

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Come Investire con i Piani di Accumulo

Mille dubbi assalgono gli investitori da quando esistono i mercati finanziari e domande come “La borsa nei prossimi mesi salirà?”, “E’ il momento giusto di entrare?”, “ I mercati sono già saliti molto… è forse il caso di vendere?” vengono poste ogni giorno dagli investitori senza trovare risposta.

Alle volte possono esserci colpi di fortuna guidati anche da un briciolo di buon senso ma vendere sui massimi e comprare sui minimi è un sogno che difficilmente si avvera.

L’affermazione tipica, tante volte sentita, è sempre una…vuoi sapere quando comprare? Basta che osservi quello che faccio io e fai il contrario. Perché? Perché ogni volta che decido di comprare il mercato crolla. E allora che fare? Ovviamente pianificare bene i propri investimenti legandoli a obiettivi reali e a precisi orizzonti temporali ma di questo abbiamo già scritto e torneremo a parlarne nelle prossime settimane.

Un’altra possibile risposta è quella di investire per gradi sul mercato azionario attraverso una strumento dal nome assai particolare il Pac.
Pac non vuol dire pacco, come potrebbe far sembrare il nome ma vuol dire Piano di Accumulo. Investire in un Pac significa acquistare quote di un fondo (azionario, obbligazionario oppure bilanciato) con una scadenza periodica e con un orizzonte temporale medio-lungo ed è particolarmente adatto a chi vuole crearsi un capitale nel tempo (almeno 5 anni) accantonando piccole cifre, pianificando così nel migliore dei modi le entrate e le uscite del proprio risparmio futuro.

Attraverso questo strumento è possibile entrare nei mercati in modo graduale investendo, ad esempio ogni mese, una quota del proprio risparmio a seconda delle disponibilità. Si evita così il rischio di comprare in una sola volta con tutte le difficoltà che conosciamo ma va comunque detto che il rendimento è anche legato al grado di rischio che si è disposti a correre (come sempre nel mondo degli investimenti) e al tipo di prodotto che si sottoscrive.

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Il Nuovo Risparmio degli Italiani

Da Bot people a investitori sempre più consapevoli e attenti al modo di investire e alle opportunità di investimento. Complice anche la rivoluzione tecnologica, negli ultimi 30 anni la figura dell’investitore si è profondamente trasformata. Negli anni 80, la maggioranza dei risparmiatori si affidava, infatti, ai titoli di Stato, che garantivano allora rendimenti a due cifre.

Con il passare degli anni, e lo sviluppo dei fondi comuni di diritto italiano (la cui nascita risale al 1984), sempre più risparmiatori hanno iniziato invece ad avvicinarsi ad altre forme di investimento, modificando la propria propensione al rischio. Nel frattempo, il risparmio gestito ha continuato a crescere, arrivando a sfiorare nel 2014 quasi 1.600 miliardi di euro di masse gestite, e acquisendo un ruolo sempre più importante nella cultura finanziaria degli italiani.

Nel corso dell’ultimo trentennio, quindi, si è espansa molto la conoscenza del risparmiatore, alla ricerca di strumenti capaci di rispondere al meglio alle sue necessità che guardano sempre di più al futuro. Dai titoli di Stato, alle obbligazioni societarie, fino alle azioni e agli etf, passando per i fondi comuni di investimento e per i fondi pensione: sono questi solo alcuni degli strumenti finanziari che vengono utilizzati all’interno di un processo di diversificazione del portafoglio e tutela del patrimonio. Ma se sono nate nuove esigenze di risparmio e di investimento ed è cambiato il volto del risparmiatore/investitore italiano, nella stessa misura si è modificata anche la figura dei professionisti, sempre più preparati per supportare al meglio i clienti nella realizzazione degli obiettivi di medio-lungo termine.

La componente relazionale continua a ricoprire un ruolo importante: mischiando assieme conoscenza e tecnologia, i professionisti possono interpretare al meglio le esigente degli utenti, e fornire soluzioni su misura, capaci di soddisfare i singoli bisogni.

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Come Investire in Commodity Agricole

Il settore delle commodities viene spesso accostato semplicemente ai beni rifugio quali i metalli preziosi o gli energetici.
Ma in realtà esistono innumerevoli quantità di commodities agricole, quali avena, orzo, grano, caffè , zucchero che vengono scambiate regolarmente sui mercati tramite soprattutto etf e derivati.

Questo tipo di mercato non è tra i più in voga in Italia, ma lo è ad esempio in Asia e in America, dove le materie prime in questione vengono coltivate e prodotte.
Sono investimenti rischiosi, soprattutto nel breve termine, in quanto essendo l’agricoltura legata al clima, le variabili aleatorie aumentano e rendono il settore ancora più volatile.

Risulta essere un mercato fortemente condizionato dalla semplice regola economica della domanda e dell’offerta: a seconda della produzione e dalla richiesta i prezzi dei prodotti aumentano o diminuiscono e i relativi etf o derivati acquistano o meno valore.
Per capire come funziona questo settore portiamo tre esempi: cacao, zucchero e caffè aiutandoci con una ricerca stilata dalla banca d’affari Goldman Sachs.

Il cacao è atteso in rialzo, con un incremento dei prezzi dell’8,6% nei prossimi 12 mesi. Il perché di questo aumento di valore, è da vedere in un probabile deficit nella produzione, che ne farà quindi aumentare la domanda e crescere il prezzo.
Lo zucchero è invece destinato a rimanere in una condizione di surplus per il terzo anno consecutivo. Questo lo porta ad essere scambiato a prezzi piuttosto bassi ma le quotazioni sono comunque viste al rialzo dagli analisti. A motivare le stime in crescita le cattive condizioni meteo in India, Russia e Ucraina e il previsto nuovo aumento della benzina in Brasile che farà aumentare la produzione di etanolo (prodotto appunto con la fermentazione degli zuccheri).
L’inaspettato freddo inverno brasiliano e il diffondersi di un fungo che danneggia le colture, ha ad esempio portato negli scorsi mesi il prezzo del caffè ad aumentare vertiginosamente, ma le attuali buone condizioni meteo stanno riassestando i prezzi ad un normale livello.

Sono esempi che dimostrano come il settore sia fortemente volatile, dipendente da molteplici variabili che rendono il mercato delle commodities agricole un investimento che, se abbracciato, deve essere costantemente monitorato. Ricordiamo inoltre che i principali strumenti per chi vuole investire in commodities, agricole o meno, sono gli ETF (denominati in questo caso ETC: Exchange Trade Commodities), derivati e futures; è possibile poi investire tramite azioni o corporate bond nelle imprese e industrie legate al settore. Gli investimenti in commodities agricole possono essere benvisti in un’ottica di buona diversificazione del portafoglio, ma sempre meglio comunque adottarli nel lungo periodo.

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Come Gestire le Proprie Finanze in Modo Organizzato

La mancanza di organizzazione può danneggiare le vostre finanze al punto che potreste trovarvi a corto di soldi. Non pagare le bollette può portare a penali per il ritardo, e se non doveste nemmeno tenere traccia del vostro conto in banca potrebbero esserci forti scoperti. Di seguito sono riportati alcuni suggerimenti che vi aiuteranno a controllare i vostri conti guidandovi verso una migliore organizzazione e, soprattutto, con costi inferiori.

Cosa potete fare? Iniziate ad aggiornare il vostro budget di spesa almeno una volta al mese. Le bollette potrebbero cambiare su base mensile. Rivedere il budget delle bollette in modo da non dovervi trovare scoperti sul conto bancario. Per esempio in alcuni mesi con le stagioni le bollette elettriche possono essere maggiori rispetto ad altri mesi. Imparate a tenere traccia di questi cambiamenti per servirvene come modello di previsione delle spese.

In questo modo potrete capire come tagliare su una spesa per spendere in un altro modo. Così sarete più stimolati anche a rompere le abitudini e a provare qualcosa di diverso!

Che cosa succede se non si ha predisposto un budget personale o familiare? Createne uno oggi. Potete iniziare scrivendo il vostro budget mettendo in conto le spese che si sosterranno. Per scrivere il documento è possibile scaricare questo modello di bilancio familiare Excel dal sito Documentiutili.com. Alla fine del mese, aggiornate il bilancio adeguando le spese a quanto realmente è stato speso così da avere un confronto.

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