Fac simile autodichiarazione del titolo di studio
Quando ti viene chiesto di redigere un’autodichiarazione del titolo di studio, sei chiamato a trasformare un dato anagrafico e accademico in un documento semplice, chiaro e formalmente corretto. Questa breve guida ti accompagna passo dopo passo: ti spiegherà quali informazioni inserire, come formularle in modo veritiero e comprensibile, quali frasi standard utilizzare e quali accorgimenti adottare per evitare errori formali che potrebbero rendere l’autodichiarazione inefficace.
Affronteremo anche gli aspetti normativi di base — l’importanza della veridicità, le possibili conseguenze legali in caso di dichiarazioni false e la necessità di verificare eventuali richieste specifiche dell’amministrazione o dell’ente ricevente. Infine, troverai esempi pratici e suggerimenti su come presentare e conservare il documento (data, luogo, firma e, se richiesto, allegati o autocertificazioni integrate).
Leggi con attenzione ogni passaggio e adatta il modello alle tue esigenze: una autodichiarazione ben scritta risparmia tempo a te e all’ente destinatario, e tutela la tua credibilità.
Come scrivere autodichiarazione del titolo di studio
Per redigere un’autodichiarazione del titolo di studio in modo corretto, chiaro e formalmente valido occorre procedere con precisione nella struttura del testo, nell’indicazione dei dati personali e del titolo, nella scelta della lingua e nella corretta sottoscrizione, tenendo presenti le norme che regolano le dichiarazioni sostitutive (in particolare gli articoli 46 e 47 del DPR 445/2000) e le conseguenze penali per dichiarazioni mendaci (art. 76 del medesimo decreto). Il tono deve essere formale e la forma in prima persona singolare; la dichiarazione va espressa mediante verbi come “dichiaro” o “attesto” e deve specificare con esattezza il contenuto che si intende autocertificare, senza formulazioni vaghe o generiche. È fondamentale inserire i dati anagrafici completi del dichiarante — nome e cognome così come risultano dagli atti, luogo e data di nascita, codice fiscale, domicilio o residenza — poiché costituiscono l’elemento identificativo che collega la persona all’attestazione resa.
La parte centrale del testo deve descrivere il titolo di studio in modo inequivocabile: indicare la denominazione ufficiale del titolo (ad esempio “Diploma di istruzione secondaria di secondo grado, indirizzo …” o “Laurea magistrale in …”), l’istituto o l’università che lo ha rilasciato, la città dell’istituto, la data del conseguimento e l’eventuale votazione riportata o l’eventuale punteggio. Se il titolo è stato conseguito all’estero, è opportuno specificare anche lo status giuridico del titolo rispetto al sistema italiano (ad esempio se è già stato riconosciuto, equiparato o se è in fase di riconoscimento) e allegare, quando richiesto, la documentazione di comparabilità o la traduzione giurata; per titoli stranieri bisogna inoltre ricordare che per alcune procedure può essere necessaria la legalizzazione o l’apposizione dell’apostille, oppure la produzione del provvedimento di riconoscimento rilasciato dall’autorità competente.
Per motivi formali è consigliabile indicare la finalità per cui la dichiarazione viene resa, cioè a quale procedimento, domanda o pratica è destinata; questo aiuta l’ufficio ricevente a collegare l’autodichiarazione alla specifica istanza e riduce la possibilità di richieste integrative. Evitare abbreviazioni e impiegare la denominazione esatta dell’istituto e del titolo come risultano nei documenti ufficiali; se esistono codici di iscrizione o numeri di matricola relativi al titolo o al registro dell’università, inserirli può accelerare eventuali verifiche da parte dell’amministrazione.
È prassi inserire una formula normativa che richiami gli articoli del DPR 445/2000: una frase come “La presente dichiarazione è resa ai sensi degli articoli 46 e 47 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445” serve a chiarire il fondamento giuridico della dichiarazione sostitutiva. Occorre poi prestare attenzione alle modalità di sottoscrizione: se la dichiarazione è consegnata a mano o inviata per posta è necessario apporre la firma autografa in calce, accompagnata da luogo e data; se viene trasmessa via pec o in modalità digitale, la firma elettronica qualificata o digitale è richiesta per garantirne la validità. Quando la dichiarazione è presentata a terzi senza firma autografa riconosciuta, la maggior parte delle amministrazioni richiede la copia di un documento di identità in corso di validità allegata alla dichiarazione stessa, ai sensi della normativa sull’identificazione. In caso di errori nella stesura è preferibile riscrivere il documento per intero piuttosto che apportare correzioni a penna non autorizzate; se si effettuano correzioni, queste devono essere sempre rese in modo tale da non inficiare la chiarezza e, se richiesto, datate e sottoscritte nuovamente dal dichiarante.
Dal punto di vista pratico, la dichiarazione deve essere leggibile, dattiloscritta o scritta in stampatello se a mano, e priva di ambiguità: indicare il valore numerico della votazione secondo il sistema in cui è espressa (ad esempio “votazione 110/110” o “votazione 90/100”) e, se necessario, fornire una breve nota esplicativa sul sistema di valutazione. Se il documento serve per un concorso, una procedura amministrativa o per l’iscrizione a un albo, è utile inserire una clausola che autorizzi il trattamento dei dati personali ai fini della procedura stessa, richiamando il rispetto del Regolamento UE 2016/679 (GDPR), oppure allegare l’informativa sul trattamento dei dati quando richiesta dall’amministrazione.
Infine, è importante essere consapevoli che l’autodichiarazione non esclude la possibilità che l’ente destinatario richieda la documentazione originale o effettui controlli per verificare la veridicità di quanto dichiarato; pertanto, conservare copie dei documenti di studio e delle eventuali comunicazioni relative al titolo permette di rispondere rapidamente a richieste integrative. Se la dichiarazione è firmata da un rappresentante legale o da un tutore perché il titolare è minorenne o incapace, bisogna indicare chiaramente il rapporto giuridico e, quando necessario, allegare il documento che legittima la rappresentanza. Seguendo queste regole si ottiene un testo formalmente corretto, completo e spendibile presso le amministrazioni pubbliche e gli enti privati che ne richiedano l’esibizione.
Fac simile autodichiarazione del titolo di studio
AUTODICHIARAZIONE DEL TITOLO DI STUDIO
Il/La sottoscritto/a ___________________
nato/a a ___________________ il ___________________
residente a ___________________ (via/piazza, n.) ___________________
codice fiscale ___________________
in possesso del documento d’identità (tipo e n.) ___________________
DICHIARA
ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, sotto la propria responsabilità:
1) di essere in possesso del seguente titolo di studio: ___________________
conseguito presso ___________________ (istituto/università)
in data ___________________
con votazione/valutazione ___________________
2) eventuali ulteriori titoli o specializzazioni: ___________________
3) per i titoli conseguiti all’estero: riconoscimento/equipollenza rilasciata da ___________________ in data ___________________ (protocollo/numero ___________________)
4) dichiarazione circa l’effettiva veridicità dei dati sopra riportati e presa visione delle sanzioni penali in caso di dichiarazioni mendaci: ___________________
Allega copia del titolo di studio: ___________________
Allega copia del documento d’identità: ___________________
Luogo ___________________ Data ___________________
Firma ___________________
