Lavorare in Open Space – Vantaggi e Svantaggi
Lavorare in un ambiente open space può essere terribilmente snervante o assolutamente proficuo: non esiste una regola e la buona sintonia fra colleghi è la chiave per passare dal chiasso alla concentrazione.
Per iniziare bisogna stabilire delle regole basilari di convivenza, da fissare insieme a tutta l’equipe raggiungendo il giusto compromesso che accontenti tutti.
In un open space la comunicazione verbale diretta sostituisce la dinamica più “fredda” dei messaggi via telefono e mail, ma la comunicazione deve avvenire nel rispetto degli spazi e della concentrazione altrui, evitando distrazioni e interruzioni che disturbino il lavoro degli altri.
Un’atmosfera conviviale favorisce le interazioni informali tra colleghi e le occasioni di svago comune, porta ad avere rapporti distesi e a conoscersi semplicemente di più. Nella condivisione, lo spazio personale deve essere lasciato alla discrezione dell’occupante, senza che la sua “personalità” invada quella del vicino.
Nella libertà di espressione vigono le regole di ordine e discrezione. Se la concentrazione risulta difficile, ci si può isolare ascoltando della musica o, in extremis, procurarsi dei tappi per le orecchie, senza però sacrificare la comunicazione con i colleghi.
Read MoreCome Diventare un Tecnologo Alimentare
La professione di tecnologo alimentare è regolamentata dalla Legge n. 59 del 18 gennaio 1994. Il tecnologo alimentare ha il compito di studiare, progettare, dirigere, sorvegliare e condurre impianti e processi di lavorazione di prodotti alimentari e biologici, anche in collaborazione con altri professionisti. Risulta essere un esperto dei processi di trasformazione e conservazione degli alimenti, con particolare attenzione agli aspetti nutrizionali dei prodotti, per i quali definisce gli standard da rispettare. Sono di sua competenza le operazioni di marketing, distribuzione e approvvigionamento delle materie prime e dei prodotti alimentari finiti, degli additivi e degli impianti alimentari. Si occupa della preparazione e della conservazione delle sostanze alimentari con l’obiettivo di migliorare la qualità e il gusto dei cibi e ridurre gli sprechi di processo e di materie prime.
L’articolo 2 della Legge 59/1994 elenca le competenze che deve avere il dottore tecnologo alimentare. In particolare rientrano tra queste
lo studio, la direzione e la sorveglianza dei processi di lavorazione degli alimenti e dei lavori per la ristorazione collettiva (mense aziendali, pubbliche e ospedaliere);
l’accertamento e il controllo di qualità nella produzione e trasformazione degli alimenti;
lo svolgimento di analisi sui prodotti alimentari e matrici correlate;
la pianificazione della produzione alimentare;
la partecipazione a programmi internazionali di sviluppo agroalimentare;
la direzione e la gestione di imprese che operano nel settore della produzione, trasformazione, conservazione e commercializzazione degli alimenti, della divulgazione e dell’informazione alimentare;
le ricerche di mercato;
le perizie nel campo alimentare presso i tribunali.
Il tecnologo alimentare deve sempre tenersi aggiornato sulla normativa e sulle innovazioni tecnologiche dell’industria alimentare. Infine, deve avere una particolare propensione per l’analisi e la sperimentazione in laboratorio.
Il titolo di studio richiesto per esercitare questa professione è la laurea magistrale in “Scienze e tecnologie alimentari” o quella in “Scienze delle preparazioni alimentari”. E’ possibile iscriversi a questi due corsi dopo aver conseguito la laurea di primo livello in “Tecnologie alimentari”.
Questi corsi sono attivati in molte Università italiane presso le Facoltà di Agraria. L’offerta formativa è piuttosto varia e le denominazioni dei corsi di laurea sono attribuite direttamente dalle università, per cui risulta difficile elencare tutti i corsi attivati dalle varie facoltà.
Dopo aver conseguito la laurea in “Scienze e tecnologie alimentari” o in “Scienze delle preparazioni alimentari” si ottiene il titolo di Tecnologo Alimentare, con il quale si può accedere all’esame di Stato.
La Legge n. 59/1994 stabilisce infatti che l’esercizio della professione deve essere subordinato al conseguimento dell’abilitazione per la quale, oltre all’esame di stato, è prevista l’iscrizione all’Albo, le cui disposizioni in materia sono contenute nel Decreto del Presidente della Repubblica n. 283 del 12 luglio 1999[. Il regolamento che disciplina gli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio di questa professione è fornito dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 470 del 18 novembre 1997.
Il Consiglio dell’Ordine dei Tecnologi Alimentari promuove presso enti, pubblici e privati, il ruolo del Tecnologo Alimentare garantendone la professionalità. Gli iscritti all’Albo, dipendenti dello Stato o di un’altra pubblica amministrazione, ai quali è consentito l’esercizio della libera professione, sono soggetti alla disciplina dell’Ordine solo per quanto riguarda tale esercizio.
Gli iscritti a un albo regionale possono esercitare la loro professione in tutto il territorio dello Stato.
L’Ordine dei Tecnologi Alimentari è istituito per legge in ogni regione ed è posto sotto la vigilanza del Ministero della Giustizia.
Come Fare Pubblicità sugli Automezzi
La pubblicità su automezzi è sicuramente uno dei modi migliori di fare conoscere la propria attività a potenziali clienti e dare un’immagine di professionalità al vostro personale quando è in giro per consegna o prestazioni.
Le tecniche di stampa attuali permettono di coprire anche maniera completa i vostri automezzi, rendendoli visibili anche da una certa distanza e riconoscibili se avete azzeccato bene la scelta dei colori e dei motivi ornamentali.
La tecnica più economica per personalizzare gli automezzi è quella delle scritte adesive, possono essere attaccate sia solo sui vetri che anche sulla carrozzeria, non va dimenticato che la scritta deve essere di buona qualità altrimenti dopo qualche mese di esposizione al sole si restringe, lasciando un alone di colla che esteticamente è veramente sgradevole.
Non va dimenticato che posizionando la scritta sulla carrozzeria rimarrà poi un alone anche se si rimuovono le scritte; questo alone può essere eventualmente parzialmente mascherato applicando altre scritte oppure con un adesivo coprente più grande che potrebbe anche essere una fotografia o un disegno.
In alcuni comuni è necessario richiedere autorizzazioni all’ufficio pubblicità e eventualmente pagare una piccola tassa, vale sicuramente la pena per il ritorno pubblicitario che ne deriva
Il costo per decorare il propri automezzi varia molto a seconda della tecnica utilizzata, è comunque sicuramente un ottimo investimento se vengono fornite tutte le informazioni importanti come numero di telefono e indirizzi di siti Web e indirizzi e-mail.
Si possono anche realizzare automezzi con una parte coperta da un adesivo molto grosso con disegno fotografie e un’area bianca nella quale possono essere attaccate delle scritte adesive che vengono sostituite periodicamente per evidenziare offerte o promozioni.
Non dimenticate che spesso i vostri automezzi possono essere fermi nel traffico e chi dietro potrebbe anche essere interessato alle vostre offerte ma deve poter leggere velocemente le indicazioni fondamentali come il numero di telefono e l’eventuale indirizzo Web.
Evitate quindi scritte piccolissime sul retro perché spesso non vengono lette.
E anche possibile realizzare delle scritte adesive attaccate su supporti magnetici che possono essere posizionate e rimosse quando non sono necessarie, come ad esempio un’automobile che nel fine settimana viene utilizzata per uso personale e non necessita di scritte o pubblicità.
Se avete un veicolo aziendale non perdete l’occasione di trasformarlo in un veicolo di pubblicità.
Read MoreCome Avvicinarsi ai Propri Clienti
Le nuove tecnologie hanno rivoluzionato completamente il modo di lavorare e hanno cambiato la vita di tutti, spesso in modo positivo ma ci obbligano a tenerne conto, anche se possono non piacerci.
A volte la loro influenza non è diretta, ma agisce comunque molto; un esempio pratico a livello genovese è la chiusura per spostamento su Internet e call center della sede Telecom di Brignole. La chiusura ha ridotto notevolmente il flusso di clienti nei locali della zona creato da chi si recava negli uffici, e dai dipendenti che consumavano i pasti.
Indipendentemente da questi esempi estremi le nuove tecnologie possono essere una arma molto utile a favore, ma anche contro, per chi deve far tornare i Clienti tutti i giorni.
Esaminiamo qui alcuni modi di utilizzo di Internet e cellulari per aumentare e fidelizzare la Vostra Clientela.
Incrementare le consegne a domicilio – Take Away
Sono la più vecchia tecnica di avvicinarsi al Cliente e, nonostante gli anni continuano a funzionare.
Sicuramente è possibile incrementarle, sia ricordando ai Clienti che esiste questa possibilità che evidenziando la possibilità del Take-Away per i piatti più adatti.
Non dimenticate che alcune grandi catene di franchising hanno iniziato proprio così.
Sfruttate meglio il sito web, o createne uno
Ormai il sito web è diventato quasi un obbligo se volete restare alla pario con i tempi, ovviamente potete averne di tantissimi tipi e con funzioni diverse, ma se pensate di farvi pubblicità non dimenticate che molte persone quando ricevono del materiale pubblicitario la prima cosa che fanno è guardare se è indicato il nome del sito, e prima di provare il vostro caffè…provano il vostro sito.
Se dal vostro sito i Clienti possono anche ordinare o prenotare, è anche meglio!
Create una Pagina Facebook per il vostro locale
Ormai tantissimi locali hanno una loro pagina Facebook per tenersi in contatto con i loro Clienti.
E’ una grande possibilità che conosce bene chi già la utilizza. Il marketing su Facebook sta diventando una tecnica specializzata, ad esempio nella nostra biblioteca digitale abbiamo quasi cento libri solo su questo argomento ( Li stiamo leggendo piano piano..)
Una annotazione fondamentale da fare su Facebook è che è IMPORTANTISSIMO postare solo foto dei Clienti se si ha una loro autorizzazione scritta o palese ( ad esempio vi inviano loro la foto scrivendo che la potete pubblicare o gli chiedete via messaggio di poterlo fare) perché rischiate che qualcuno possa farvi causa per violazione della privacy, se mettete la sua foto online o la taggate.
Non va dimenticato che Facebook non dimentica mai, e esistono Agenzie che addirittura memorizzano il più possibile di quello che è apparso del vostro profilo, anche usando in maniera inappropriata le varie app che si aggiungono o utilizzando quello che possono vedere (e taggare)i vostri contatti.
Di conseguenza se postate foto o testi riguardo a qualcuno state attenti perché potrebbe sostenere che gli avete rovinato la reputazione. Non lo diciamo noi ma in America queste cose sono all’ordine del giorno e iniziano anche qui ( In America a volte gli Avvocati sono un po’ esagerati perché alcuni girano in moto per la città e inseguono le ambulanze sperando che chi ha avuto un incidente voglia fare subito causa al responsabile…)
Un esempio della portata della legge sulla privacy è quello di una cartolaia di Genova che è stata denunciata per violazione perché aveva esposto in vetrina una cornicetta da vendere con la foto della classe dell’asilo del nipotino; la madre di uno di questi bambini le ha chiesto i danni.
Utilizzare Twitter e WhatsApp!
Queste due tecniche sono ancora più veloci di Facebook e immediate; ad esempio un venditore genovese di primizie le usa per informare i Clienti degli ultimi arrivi.
Proprio perché sono così immediate a volte si rischia di postare materiale inappropriato, in modo particolare in merito alla privacy (Come meglio descritto nella sezione precedente): se vi viene voglia di far vedere che nel locale è in corso una bellissima festa attenzione alle foto dei Clienti che stanno bevendo, non tutti voglio farlo sapere al mondo, mogli, fidanzate, al Capo …
Se, invece, utilizzate in maniera intelligente e non martellante queste tecniche potreste aver una ottima cassa di risonanza a costo zero e sempre aggiornata.
Accettare ordini e prenotazioni via mail o SMS
Ormai è sempre più diffusa l’abitudine di ordinare via mail o SMS. E’ una possibilità che si può sfruttare attraverso i nuovi telefonini, anche non avendo un computer nel locale.
La soluzione migliore è quella di un sito web dedicato, ma se i vostri Clienti conoscono già le vostre offerte potete facilmente iniziare in maniera semplificata, eventualmente sviluppandola in un secondo tempo.
Read MoreCosa Copiare dai Franchising
In realtà la maggior parte della catene di franchising non ha inventato nulla di straordinario : ha scelto una serie di regole precise per lavorare, ha creato un marchio accattivante e vende questi metodi.
Indipendentemente da quello che il titolare medio di un bar può pensare della qualità dei panini della McDonald’s, non può negare che sanno venderli bene…
Tra l’altro non va dimenticato che a volte un locale cambia completamente in base a chi lo gestisce.
Ad esempio la McDonald’s è nata non dai fratelli McDonald’s, ma da un venditore di frullatori, il Sig. Kroc che, dopo aver ricevuto un ordine particolarmente grosso dai fratelli ( Sei frullatori professionali in un botto, una quantità enorme per un singolo locale a quei tempi), ha osservato con attenzione i loro locale, ha capito che si poteva leggermente sviluppare ed è diventato loro socio. In seguito ha acquistato l’intero locale e ha iniziato a aprirne qualcun altro…
Vorremmo sottolineare l’importanza di trattare bene chi lavora per voi; il Sig. Kroc quando la sua fidata segretaria è andata in pensione le ha fatto un regalino di DIECI milioni di dollari !
Nel settore dei bar il caso della Starbucks è emblematico: come è possibile che una catena Americana di bar e caffetterie che fanno il caffè “All’Italiana” è riuscita ad avere quasi 20.000 locali in tutto il mondo ?
Un altro marchio, poco noto in Italia, ma che ha attualmente 41.370 ristoranti nel mondo è Subway, con un target simile a quello della McDonald’s, pur mantenendo una immagine propria.
Per il proprietario medio in Italia il fatto che Subway sia poco conosciuta è una fortuna, in Italia per ora hanno solo 16 locali, ma se una azienda che ne ha in franchising 41mila decide di svilupparsi in Italia, potreste trovarvene uno sotto casa tra un po’…
Anche in questo caso sono state usate metodologie e strumenti testati in migliaia di locali diversi, utilizzando sempre lo stesso “stampo”.
A questo punto la domanda che ognuno si può fare è : “Se questo sistema funziona cosa posso copiare da loro ?”.
La risposta è: “Molto”.
Ovviamente la loro base è anche data da una forte pubblicità che crea la conoscenza del marchio, un investimento che per l’esercizio con uno o pochi punti vendita può essere antieconomico, ma l’investimento pubblicitario non è solo l’unico elemento.
La maggior parte di queste catene è nata da un singolo locale che ha trovato un “sistema” che ha ripetuto per migliaia di volte, quasi sempre con successo.
Il segreto è proprio quello di unire una grande capacità di marketing con la qualità e il rapporto personale che solo la piccola struttura può offrire.
Normalmente ognuna di queste catene ha un Manuale Operativo che impone ( chi non lo segue viene cacciato o denunciato ) tutto quello che deve avvenire nel locale, sia dal punto di vista gastronomico che organizzativo.
La “Bibbia” di questi manuali è il McDonald’s Operations Manual che garantisce l’uniformità dell’aspetto dei locali e del cibo servito in tutto il mondo.
In linea di massima questi manuali contengono due sezioni, la seconda molto più interessante della prima.
La prima parte è quella dedicata alla preparazione degli alimenti
Questa parte va accuratamente evitata perché vi porterebbe a realizzare piatti “stile fast-food” , e crediamo che nessun Italiano abbia bisogno di farsi spiegare come preparare un buon pranzo o un cappuccino.
A questo proposito va ricordato però che la Starbucks, azienda Americana ha “invaso” il pianeta con dei “Bar all’Italiana”, e ha creato la figura quasi mitica dei “Baristas”, insegnando al mondo come si fanno i cappuccini.
Bisogna riconoscere che hanno saputo imparare benissimo da noi Italiani, perché partivano dal caffè americano che da noi è considerato una specie di brodaglia….
La seconda parte dei manuali è quella dedicata alle cosiddette “Operations”
Tutte le tecniche che vengono utilizzate hanno questo nome quasi militare e implicano un disciplina molto precisa sull’aspetto del locale, il modo in cui esporre la merce, il calendario di attività promozionali e-fondamentalmente- la pulizia e l’ordine del locale.
Queste norme vendono fatte rispettare da un esercito di controllori periodici,che si fanno riconoscere, e da Ispettori che vengono nel locale come semplici Clienti e redigono dei rapporti da inviare alla casa madre.
Per questo motivo, a parte qualche eccezione che dura poco, i locali di questo tipo sono sempre ben tenuti.
Non sempre lavorare in questa maniera è una gioia per il personale, chi mastica un po’ di inglese si può dare un’occhiata all’articolo confessioni di un barista
Presupponendo che il vostro personale sia trattato come vorreste che fossero trattati i vostri clienti potete ispirarvi da queste regole per migliorare l’aspetto e l’attrattiva del vostro locale.
A volte non è necessaria molta fatica e potete chiedere anche ai Clienti più amici di darvi un consiglio o di segnalarvi quello che non va. A volte ci sono elementi che non si notano più dopo tanto tempo ma possono risultare sgraditi al Cliente.
Un tecnica semplicissima è quella di andare nei locali di queste catene, anche all’estero durante le vacanze e guardare come agiscono, sicuramente c’è qualcosa di utile che potete copiare…senza pagare le spese di franchising.
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